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La Scuola Parentale

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La scuola parentale è un diritto/dovere poco conosciuto.

Troviamo sul sito del MIUR: “La scuola è aperta a tutti: lo dice espressamente l’articolo 34 della Costituzione.
Un’alternativa alla frequenza delle aule scolastiche è rappresentata infatti dall’istruzione parentale conosciuta anche come scuola familiare, paterna o indicata con i termini anglosassoni quali: homeschooling o home education. Tutte queste espressioni indicano la scelta della famiglia di provvedere direttamente all’educazione dei figli.”

L’istruzione dei figli è un dovere dei genitori che possono assolvere in tre modi: seguirli direttamente, scegliere una scuola privata oppure una scuola pubblica.

La scuola pubblica è stata nel passato una soluzione per offrire a tutti, anche a coloro che non avevano possibilità economiche, l’opportunità di andare a scuola. Poche famiglie avevano le competenze per curare la formazione dei figli o possedevano risorse economiche per pagarsi una scuola privata. L’istituzione della scuola pubblica è stata un’iniziativa importante per vincere l’anafabetismo.

Col tempo ci si è resi conto che gli insegnanti hanno un importante ruolo nella formazione della coscienza morale e civica. Ad esempio, negli anni ’30 la scuola pubblica ha avuto la missione di omologare tanti bambini, ragazze e adolescenti ai valori del fascismo. Affidare i propri figli ad un ente di formazione è una scelta che va ponderata con attenzione. Le scuole private ad esempio rispondono all’esigenza dei genitori che cercano un certo tipo di rassicurazioni come nel caso delle scuole cattoliche.

Una domanda fondamentale

La prima domanda da porsi è: “Che idea ho io dell’educazione di mio figlio?”

Molti genitori pensano che educare consista nel dare informazioni e contenuti in modo che il figlio sia preparato, sappia tante cose e sia avvantaggiato nella vita. Senza avvedersene considerano l’educazione un’azione paragonabile a quella di riempire un vaso. Posso riempirlo di acqua purissima o di vino prelibato, ma alla fine avrò solo un vaso da mettere in bella vista.

Se invece pensiamo che educare consista nello sviluppo delle qualità e dei valori che sono presenti nel proprio figlio, stiamo paragonando l’azione formativa a quella di aiutare una sorgente.

Sono approcci opposti, in mezzo abbiamo tante sfumature, ma è importante che i genitori chiariscano a se stessi l’idea di educazione che intendono perseguire.

Con la risposta che vi siete dati potete cominciare a valutare il servizio di istruzione che vi viene proposto dalla scuola pubblica e privata: se non vi soddisfa potete valutare la soluzione della scuola parentale.

I passi da fare

I genitori devono recarsi dal dirigente scolastico della scuola più vicina e rilasciare un’apposita dichiarazione circa il possesso della capacità tecnica o economica per provvedere all’insegnamento parentale.

Lo Stato in sostanza vuole accertarsi che il genitore sia in grado di supportare l’istruzione. Non è facile trovare dirigenti disponibili per diversi motivi. Perdere un allievo in certe situazioni crea un danno di immagine o economico alla scuola pubblica o privata. Il genitore può essere percepito come un competitor, soprattutto quando ha i titoli. Insomma bisogna essere pronti a difendere la propria scelta perché normalmente vengono sollevate obiezioni.

Un salto nel buio

Per esperienza, l’ente istituzionale, ma anche i parenti e gli amici, normalmente contribuiscono ad accentuare ed accrescere la sensazione del salto nel buio. Rispetto alla sicurezza di un qualcosa che esiste ed ha una storia, la scuola parentale viene vista come un rischio.

Come tutte le avventure della vita descritte nella storia, nella letteratura, nel teatro e nel cinema, quelle più belle affascinanti sono state quelle di donne e uomini che hanno sfidato l’ignoto. Nel film d’animazione The Croods (2013) vediamo che alla fine, per salvarsi da un presente che sta crollando, la famiglia sceglierà di fare un salto verso il domani (vedere qui: Mai avere paura)

Bisogna dunque avere coraggio, non tanto rispetto a quello che succederà, ma piuttosto per non farsi condizionare da timori, dubbi, scetticismi e diffidenze che saranno evocati da tanti.

Un salto cosciente

Saltare verso l’ignoto non significa buttarsi senza aver riflettuto e ponderato, anzi. Ragionate sulle vostre risorse:

  • Dovete creare uno staff di insegnanti
    Chi dei due genitori può diventare il maestro di riferimento? Abbiamo nonni ancora in forma? Chi fa cosa?
  • Create un piano dell’offerta formativa (POF)
    Obbiettivi generali e parziali, materie e contenuti.
  • Organizzate un orario della settimana
    Il bambino ha bisogna di un’attività regolare: non improvvisate!

Tutto questo può essere abbastanza semplice per genitori che di mestiere hanno fatto gli insegnanti. Per altri può diventare davvero complicato partire completamente da zero. La scuola San Martino è nata proprio per offrire una soluzione alle famiglie che stanno cercando una soluzione di scuola parentale, ma non sono in grado di fare da soli.

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