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1. La scuola parentale è fuori legge

Non è vero. Lo Stato riconosce la possibilità dell’istruzione parentale o familiare come si può leggere direttamente sul sito del Miur:  Vedere maggiori info qui: Istruzione Parentale

2. La scuola parentale non aiuta la socializzazione dei bambini

Nel caso di un genitore che tiene suo figlio a casa e segue personalmente la formazione è evidente che al bambino viene a mancare la possibilità di relazionarsi con altri bambini e altri adulti. Soprattutto nella società attuale, che ci vede abitare incasellati in condominii, è necessario “uscire” dalle mure domestiche.
Nel caso della scuola San Martino la socializzazione viene assicurata accogliendo un piccolo gruppo di bambini che svolgono le loro attività in un grande spazio. Seguiti da una maestra di riferimento incontrano anche altri insegnanti. Negli stessi ambienti incrociano gli studenti della Scuola Formazione Attore, giovani 18-25 anni che frequentano i corsi di arti sceniche di livello universitario. Infine i bambini svolgono attività teatrali per due volte alla settimana con altri bambini esterni. Come si può vedere hanno una possibilità di socializzazione ampia, articolata e rappresentativa dell’umanità.

3. Perché coinvolgete i genitori?

La scuola parentale è la scuola fatta dai genitori. I genitori che partecipano anche solo occasionalmente alle attività didattiche hanno modo di conoscere dall’interno, senza filtri, come si svolge la vita della scuola San Martino. Comprendono le regole e collaborano ad attuarle anche a casa. I bambini vivono un contesto organico che li rassicura su quello che è bene e su quello che è male. Se i genitori non condividono i valori proposti dalla scuola si genera una frattura educativa e il bambino cresce con punti di riferimento instabili.3. I genitori sono obbligati a collaborare?

4. I genitori sono obbligati a partecipare?

Eh sì! Ma non può essere vissuto come un obbligo fastidioso, diversamente non ha senso scegliere l’istruzione parentale. I genitori delegano ai maestri il compito di portare avanti la formazione perché diversamente dovrebbero lasciare il lavoro per occuparsi dell’istruzione. Nello stesso tempo riconoscono nello staff una preparazione professionale che non si può improvvisare e che garantisce la realizzazione nel concreto del POF (Progetto Offerta Formativa). I genitori però sono coinvolti attivamente e partecipano alla comunità educante in base alle loro capacità e disponibilità di tempo.

5. Perché date importanza all’allegria?

Per molti bambini, ragazzi e adolescenti la scuola è associata ad un’esperienza negativa. Dobbiamo assolutamente evitare che stare a scuola diventi una tortura. Certamente dobbiamo allenare la volontà e quindi si dovranno eseguire anche “compiti noiosi”: la vita è fatta anche di questo. Tuttavia, andare a scuola deve diventare un appuntamento desiderato perché ci si diverte. 

6. Come viene definita la retta?

Quando viene creata la classe ci si ritrova tutti, si calcolano i costi annuali del progetto. La somma ottenuta viene divisa equamente per il numero di allievi. La retta annuale viene divisa per 10 mesi e ogni famiglia contribuisce mensilmente a sostenere le attività. Tutto viene fatto nella massima trasparenza e con il coinvolgimento delle famiglie.

7. A quanto ammonta la retta?

Ipotizzando che i genitori decidano un programma di 900 ore di lezione, compresa la mensa e le settimane in montagna, si avrà una retta mensile di 170 con un gruppo di 6 allievi. Se gli allievi sono 4 sarà di 230 euro. Confrontando con qualsiasi scuola privata si può notare che sono cifre inferiori e a volte anche di tanto.